Ci sono maglie che raccontano una stagione, e maglie che raccontano un salto di livello definitivo. La Home Nike del Manchester United 2007/08 appartiene alla seconda categoria: è la maglia della doppietta Premier League-Champions League, ma è soprattutto la maglia del numero 7 di Cristiano Ronaldo nell'annata in cui il portoghese smise di essere una promessa e diventò, nei fatti, il miglior giocatore al mondo. Quarantadue gol in tutte le competizioni, un Pallone d'Oro, una finale vinta ai rigori a Mosca: la 2007/08 resta il punto più alto del primo ciclo Ferguson-Ronaldo, e questa maglia — rossa, essenziale, con lo sponsor AIG sul petto — ne è il documento più diretto.

Il Manchester United 2007/08

Il Manchester United si presentava alla stagione 2007/08 da campione d'Inghilterra in carica, dopo aver vinto il suo nono titolo di Premier League nel 2006/07. Sir Alex Ferguson, alla guida ormai da oltre vent'anni, poteva contare su una rosa costruita per competere su tutti i fronti. Davanti a Edwin van der Sar la difesa si affidava a Rio Ferdinand e Nemanja Vidić, coppia centrale ormai consolidata, con Patrice Evra e Wes Brown sulle fasce. A centrocampo Michael Carrick, arrivato l'anno precedente dal Tottenham, dava equilibrio e qualità di impostazione, mentre Paul Scholes e Ryan Giggs, ormai veterani e simboli del club, restavano protagonisti nelle notti che contavano. Davanti, il tridente formato da Cristiano Ronaldo, Wayne Rooney e Carlos Tévez — arrivato dal West Ham nell'estate 2007 — è ricordato come uno dei più devastanti nella storia della Premier League. Sempre quell'estate erano arrivati anche Owen Hargreaves e i giovani Nani e Anderson. L'obiettivo dichiarato era difendere il titolo di campioni e tornare protagonisti fino in fondo anche in Champions League: la squadra chiuse l'annata centrando entrambi gli obiettivi, con la storica doppietta.

L'anno di Cristiano Ronaldo

Nel corso della stagione 2007/08 — a cavallo tra i ventidue anni e il compleanno del 5 febbraio 2008, quando ne compì ventitré — Ronaldo esplose definitivamente. Chiuse l'annata con 42 gol in 49 presenze in tutte le competizioni: 31 in Premier League, un bottino che gli valse la classifica marcatori del campionato (Golden Boot) e che agguagliò il record di gol in una singola stagione di campionato a 38 partite, e 8 in Champions League, competizione di cui fu capocannoniere. Fu anche l'anno in cui il repertorio di Ronaldo si arricchì di soluzioni diventate poi un marchio di fabbrica: gol di testa nonostante un fisico non da colpitore puro, conclusioni dalla distanza, un'imprevedibilità nell'uno contro uno che gli avversari della Premier League faticavano ormai a contenere. Sul piano dei riconoscimenti individuali arrivarono il PFA Players' Player of the Year, vinto per il secondo anno consecutivo, il premio UEFA Club Footballer of the Year e, a fine anno solare, il Pallone d'Oro 2008: il primo della sua carriera.

Premier League e Champions League

In campionato il Manchester United conquistò il suo decimo titolo di Premier League — il 17° titolo di campione d'Inghilterra nella storia del club — vincendo le ultime due partite di stagione: decisivo, all'ultima giornata, il 2-0 sul Wigan Athletic, chiuso dal gol di Ryan Giggs, mentre il Chelsea inseguiva senza riuscire a scavalcare i rivali. Il campionato si chiuse con Manchester United primo a 87 punti, Chelsea secondo a 85 e Arsenal terzo a 83: un margine minimo, deciso solo all'ultima giornata.

In Champions League la squadra restò imbattuta per l'intero torneo. Agli ottavi eliminò l'Olympique Lione: 1-1 in Francia nell'andata, con il pareggio di Carlos Tévez, e 1-0 a Old Trafford nel ritorno, deciso da un gol di Cristiano Ronaldo, per un aggregato di 2-1. Ai quarti eliminò la Roma (3-0 aggregato) e in semifinale il Barcellona, superato 1-0 nel computo complessivo grazie allo 0-0 ottenuto al Camp Nou nell'andata e a un gol di Paul Scholes nel ritorno a Old Trafford: un potente destro da fuori area, diventato negli anni uno dei gol più ricordati della storia recente del club. La finale, giocata il 21 maggio 2008 al Luzhniki di Mosca, fu la prima finale di Champions League interamente inglese: di fronte, il Chelsea allenato da Avram Grant. Ronaldo portò in vantaggio lo United con un colpo di testa su cross di Wes Brown, Frank Lampard pareggiò poco prima dell'intervallo; dopo l'1-1 dei tempi supplementari si andò ai calci di rigore, decisi 6-5 per lo United. Lo stesso Ronaldo sbagliò il proprio tiro dagli undici metri, ma la squadra vinse comunque grazie al palo colpito da John Terry, scivolato nel momento del tiro, e al rigore decisivo parato da Edwin van der Sar — eletto uomo della partita — su Nicolas Anelka.

La maglia Home 2007/08

La maglia Home Nike indossata in quella stagione — lo stesso modello, secondo la scheda del capo, utilizzato anche nel campionato successivo 2008/09 — è tra le più riconoscibili dell'era Ferguson proprio per la sua sobrietà: rosso pieno, colletto a V, un leggero motivo a righe verticali in trama, senza le grafiche vistose che avrebbero caratterizzato altre maglie Nike degli anni a seguire. Sul petto, lo stemma del Manchester United e lo sponsor AIG, compagnia assicurativa arrivata sulle maglie del club l'anno precedente con un accordo record per il calcio inglese dell'epoca. Il tessuto era in tecnologia NikeFIT DRY, con la dicitura interna "The Red Devils" sull'orlo, dettaglio distintivo di questa linea di maglie Nike per il Manchester United. Sul retro, la numerazione seguiva lo stile ufficiale Premier League dell'epoca, con il leone della lega alla base di ogni cifra. Era la versione retail, prodotta per la vendita al pubblico e destinata ai tifosi — non un capo tecnico da gara: proprio per questo, più delle maglie "match" riservate ai giocatori, è diventata una delle versioni più associate visivamente a quella stagione.

Fronte della maglia Manchester United Home 2007/08 Nike, sponsor AIG
Fronte, con stemma del club e sponsor AIG

Il numero 7

Pochi numeri di maglia portano il peso simbolico del 7 al Manchester United. Prima di Ronaldo lo avevano indossato George Best, tra gli anni Sessanta e i primi Settanta; Bryan Robson, capitano e leader della squadra negli anni Ottanta; Eric Cantona, che lo ereditò con l'introduzione dei numeri fissi nel 1993 e lo rese sinonimo di carisma fino al ritiro nel 1997; e infine David Beckham, che lo indossò dal 1997 al 2003, gli anni della consacrazione internazionale del club. Quando Ronaldo arrivò da Sporting Lisbona nell'estate 2003, appena diciottenne, ereditò proprio quel numero, lasciato libero dalla cessione di Beckham al Real Madrid: un'eredità pesante, affidata a un giocatore che allora era ancora acerbo. Nel 2007/08 quel 7 sulla schiena — lo stesso che compare su questo esemplare — aveva ormai smesso di essere un debito da onorare ed era diventato, a tutti gli effetti, il suo.

Il pezzo Tifoso Infinito

L'esemplare documentato da Tifoso Infinito è una maglia originale Nike retail del Manchester United, taglia L, personalizzata RONALDO 7 con la grafica in stile Premier League dell'epoca: numero con contorno nero e il leone della Premier League alla base della cifra. Sul fronte sono presenti lo stemma del club, lo swoosh Nike e lo sponsor AIG; sull'etichetta interna al collo compaiono la dicitura NikeFIT DRY e la taglia L, mentre l'etichetta di composizione conferma il 100% poliestere e la produzione in Marocco. Il capo si trova in ottime condizioni generali considerata l'età. Si tratta di una maglia originale Nike da rivendita al pubblico (retail): non viene presentata, né deve essere intesa, come una maglia match worn, match issued o player issue, e non è in alcun modo indicata come appartenuta o indossata da Cristiano Ronaldo. È una maglia da tifoso, originale e dell'epoca — la storia raccontata sopra riguarda il modello e la stagione, non la provenienza di questo specifico esemplare.

Dettaglio del numero 7, con il leone della Premier League alla base della cifra
Numero 7 in stile Premier League
Etichetta di composizione: 100% poliestere, Made in Morocco
Etichetta di composizione e produzione

Nessuno confonderebbe questa maglia con un cimelio da campo, e non è così che va presentata. Eppure è proprio nella sua natura di maglia retail, pensata per il pubblico, che sta il suo valore editoriale: è il tipo di capo che i tifosi indossavano davvero, negli stadi e fuori, mentre Ronaldo diventava il miglior giocatore del mondo con quel numero sulla schiena. Le maglie da gara raccontano chi le ha indossate in campo. Questa racconta chi le ha indossate in tribuna — ed è anche per questo che resta uno dei simboli più immediati di una delle stagioni più importanti nella storia recente del Manchester United.